Vomitare in centro











Vomitare in centro è un'esperienza da fare almeno una volta nella vita. Un po' come vedere Roma, o fumarsi una canna, oppure praticare il fisting in stereo su due sorelle gemelle olandesi.

Ma anche quella del vomitare in centro è un'esperienza intensa imperdibile. Ieri ha voluto provarci una ragazza che passeggiava con me tra i negozietti sotto i portici in città. Eravamo fermi sulle strisce al semaforo pedonale e quando improvvisamente le è venuto sù un bel conato. E non era nemmeno dovuto al mio alito pestilenziale a base di bagna caoda, ma solo ad una sua ispirazione del momento.

E' stato come la partenza della formula uno: 3..2..1.. e al verde è schizzata dall'altra parte della strada e si è fatta una bella vomitata contro il primo albero che ha trovato. Ha continuato per un po' mentre le passavo dei fazzolettini.

Essendo proprio nella zona delle strisce pedonali in centro, c'era un abbondante viavai di gente, che osservavo mentre sventolavo i Kleenex. Tutti quanti che buttavano l'occhio, ma che facevano finta di niente.

Ecco, ho trovato ingiusto tutto questo. Ci stavamo esibendo in una vera propria performance artistica in pieno centro e nessuno ci cagava. Cos'abbiamo noi di meno di Christo che impacchetta monumenti o Manzoni che confeziona lattine di merda?

Se la loro è arte, allora anche noi rivendichiamo il nostro ruolo di artisti. In particolare la nostra opera rappresentava il patimento dell'essere umano difronte all'oppressività della vita cittadina. E io, con lo sventolare dei fazzolettini bianchi, interpretavo l'arrendevolezza dell'Uomo a questa triste condizione.

Perciò, amici, faccio un appello. Quando anche a voi, passeggiando in centro città, capiterà di imbattervi in qualcuno che si sta esibendo in una performance analoga, impersonando la fontana umana a pezzettoni, non ignoratero. Fatelo sentire un artista, applauditelo e scattategli delle foto. E fategli anche un video. E poi magari mettete tutto su Youtube.

Non lasciate morire l'arte, diffondetela.

[Campagna di sensibilizzazione all'arte contemporanea promossa dal Fulmicotonato]

Nella foto in alto: due famosi artisti si preparano ad una performance comune, infilandosi vicendevolmente un dito in gola.

8 commenti:

La Bla ha detto...

lunedì mattina..che inizio settimana 'spisso'... bel post, grazie...ora sto meglio! ^_^

frank ha detto...

ah! dici che forse è un artista anche il vecchietto zoppo che nella via qui sotto va a pisciare dietro all'unico albero in cotanto cemento? e anche quell'altro che correndo una maratona coi pantaloncini improvvisamente colorati di marrone andò a scaricarsi tra due auto nella vietta che incrociava?

L'anticoagulante ha detto...

Ricordo che interpretando il tuo ruolo (fazzolettino al vento) con un'amica vomitante, mi ero pure dovuta occupare della gente che si fermava un po' troppo ad osservare e forse anche a scattare foto...(lei aveva una minigonna...indumento comodissimo se devi inclinarti per vomitare...).

Usagi ha detto...

effettivamente una persona che vomita in centro non l'ho mai guardata dal punto di vista dell'arte. una performance di arte contemporanea dici tu...insomma, questa ragazza ha tirato fuori tutto il suo estro artistico.

Il Fulmicotonato ha detto...

@ La Bla
Eh,cosa vuoi, ho sempre dei weekend pulp

@ Frank
Beh quella è addirittura un'avanguardia. Il maratoneta ha sicuramente la stoffa per diventare un grande artista. (stoffa dalla quale è meglio stare lontani per questioni igieniche)

@ L'anticoagulante
Si, se poi fosse passato un giapponese che loro per ste cose sono notoriamente feticisti, le avrebbe dedicato un reportage

@ Usagi
Eh si, "tirato fuori" il senso artistico. Creando anche un Kandinsky alla base dell'albero composto da elementi naturali, quali ragù e gnocchi. L'opera nell'opera. Che classe!

Usagi ha detto...

magari quegli gnocchi, li avevi cucinati tu ;-)

Anonimo ha detto...

negli ultimi post ti stai particolarmente prendendo cura di aspetti vagamente o espressamente vomitevoli... ecco siccome io ti leggo nella mia pausa pranzo, non è il massimo... mi sa che ripasso di qui quando hai concluso con questa tua fase. ciauz
Sara

Amauroto ha detto...

Io, l'arte, a volte, non la capisco.

Discolpatore

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Della VOSTRA fantasia.

Infatti anch’io sono frutto della vostra immaginazione e non esisto.

Per cui se vi sentite offesi e/o turbati e/o chiamati in causa e/o indignati da questi testi, dovete prendervela solo con voi stessi.

O al limite con il vostro psicologo, che sta facendo un pessimo lavoro.

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