Capo d'anni, trans e terroristi












Questo è un capodanno importante perchè finisce anche il decennio. Quindi questo è un un capo d'anni.

Sembra ieri che Raf cantava cosa resterà degli anni '80, invece sono passati 20 anni e degli anni 80 ci sono rimaste cose tipo Pac-man, l'A-Team, la mano di Maradona, Appetite For Destruction, il Supertelegattone miaoooo òòò!, il cubo di Rubik, le sorprese del Mulino Bianco, il Commodor 64, il Subbuteo, i trasferelli, il Dolceforno, Christal Ball, la Polaroid e tante altre cose. Invece di Raf non è rimasto molto perchè è desapparecido.

Quindi, per non portarmi sfiga da solo e fare la fine di Raf, evito di pormi la stessa domanda riguardo a questi anni '00. Anche perchè non so nemmeno come si chiamino.

E il "bilancio dell'anno" è la classica intervista di oggi del TG.
"Era l'ora che finisca 'sto anno di merda, il prossimo sarà sicuramente meglio", mi ha detto oggi una ragazza. La stessa che mi ripeterà la stessa cosa a capodanno 2010.

Un altro servizio classico è quello sulle cose successe nell'anno. Abbiamo avuto la CRISI, Obama eletto e fatto nobel, il sisma dell'Aquila, la fuffa della pandemia di influenza suina, Windows 7, i trans che spopolano, statuette del duomo di Milano che volano,  vabbè dai, la solita merda.

A questo si aggiunge l'attentatore sull'aereo americano. Che, voglio dire, anch'io non ho "un buon amico musulmano con cui parlare", ma non per questo mi indosso un paio di mutande farcite di esplosivo e vado a farmi esplodere i testicoli su un volo di linea pieno di gente.


La polizia si chiede dove il prossimo terrorista si nasconderà addosso l'esplosivo. Per paura che qualcuno possa viaggiare con una bomba atomica nel culo, si stanno diffondendo gli scanner personali, quelli che ti vedono sotto i vestiti.
Sembra che l'ente aeroporti abbia ordinato all'Intrepido centinaia di Occhiali a raggi X. Efficacissimi!

Mah, non so come sarà l'anno prossimo ma, come dicono i vecchi, l'importante è la salute.
Poi, una volta che la salute c'è, ci vorrebbero anche tanti soldi, coi quali devastarcela (di solito le cose spassose sono poco salutari).

Auguri e godimento a tutti!

Caratteristico












Eravamo in sette e volevamo dei caffè. Eravamo in una città spagnola abbastanza turistica. Ma era una mattina nei giorni di Natale per cui c'erano pochi bar aperti.

Abbiamo girato un po' e siamo poi finiti in un bar caratteristico, nella periferia del centro. Era caratteristico perchè c'aveva dentro delle prese elettriche rotte coi fili scoperti; c'era un vecchio forno di inox unto e annerito dall'uso abbandonato nell'ingresso; c'erano bomboloni alla crema con la glassa sopra, appoggiati su un bancone ad aromatizzarsi perchè fino a gennaio nei locali spagnoli si può fumare; c'era la tipica boiserie  risalente agli anni settanta.
Insomma, caratteristico.

Come anche il barista.

Che aveva gli occhiali a fondo di bottiglia opaco risalenti alla stessa epoca della boiserie e sfoggiava anche un capello unto che ben si accompagnava all'untuosità del bombolone.

Ci guarda e ci chiede "Cosa prendete?".

Il dialogo è stato il seguente.
- Prendiamo quattro caffè espresso
- Quattro caffè come?
- Espressi, corti
- Corti?
- Si, corti, ristretti. Poi un cappuccino
- Il cappuccino non c'è. ...C'è caffè con latte
- Va bene caffè con latte
- Allora: tre caffè....
- No, QUATTRO caffè, un cappuccino e anche due caffè macchiati
- Macchiati?...Intendete cortado?
- Si, due cortado.
- Allora: due caffè cortado, un caffè con latte e quanti espressi?
- QUATTRO espressi
- Ricapitoliamo: quattro espressi, un cappuccino e poi?
...
Dopo venti minuti finalmente siamo riusciti a ordinare.

Ci chiede: "Volete anche qualcosa da mangiare?"

Vista l'incredibile memoria del barista e l'aspetto caratteristico delle delizie sul bancone, abbiano declinato gentilmente l'offerta.

Prendiamo i nostri caffè che erano fatti con una vecchia macchina che sputazzava fuori brodino caldo al gusto di caffè. Sembravano quelli fatti male con la moka, quando la dimentichi sul gas e il tutto si annacqua e sbruciacchia un po'. Ecco, quel gusto lì.

Poi arriva il momento del conto. "Quanto fa?"
E il barista: "Un secondo."

Si volta, prende un notes, una penna e comincia a scrivere. Scrive ancora, fa la prova del nove. Scrive ancora, ricontrolla, chiama un altro barista, ricontrollano insieme i calcoli, poi cancella, riscrive, ricalcola, ricontrolla e finalmente si volta e ci fa:
"13 euro e 60".

E non vi dico l'odissea a darci il resto.

Credo che sia abituato a un cliente solo per volta: per cui debba prendere una sola ordinazione e non debba impegnarsi in difficilissime somme matematiche. 
Anzi, mi sa che non sia abituato proprio a nessun cliente.

Personalmente adoro i locali caratteristici: è garantito che se ne esce sempre con una storia pittoresca da raccontare.

Sempre che se ne riesca a uscire sani.

Lucho in New Zealand












Il nostro Lucho stavolta si è spinto lontano, alla ricerca del Fantastico Amuleto Alieno dell'Onnipotenza Relativa.

Lucho è stato esattamente dell'altra parte del mondo, nella terra verde del Signore degli Anelli, la Nuova Zelanda.

Qui ha socializzato col Kiwi (l'animale), coi Kiwi (le persone) e coi Kiwi (i frutti). Per trovare l'Amuleto ha scalato il vulcano Tongariro nella tempesta, attraversato foreste incantate, è stato in grotte magiche e si è anche fatto arrestare per avere abusato di un alpaca. Poi si è chiarito tutto: è stato l'alpaca ad abusare di lui.

In questo viaggio Lucho è stato a Gerusalemme (ma non in quella originale), ha percorso la strada più ripida del mondo (senza ribaltarsi) a Dunedin, ha fatto buggy jumping dal ponte su cui l'hanno inventato, ha kayakkato sul lago di Wanaka, ha attraversato in traghetto lo stretto tra le due isole neozelandesi, è stato nei fiordi tra le nebbie, ha avuto incontri ravvicinati con leoni marini e dei gran pezzi di foca, ha attraversato la terra maori di Te Puia coi suoi geyser e i fanghi bollenti.

Alla fine si è ricordato che il Fantastico Amuleto Alieno dell'Onnipotenza Relativa l'aveva lasciato a casa, nel secondo cassetto della cucina.

Ma ecco qua le foto dell'impresa..

Lattice a Natale












Anche quest'anno siamo in fase di avvicinamento rapido al Saaaanto Natal. Ci sono le renne che scorrazzano libere in città e i nanetti che confezionano i regali (almeno, questo è quello che riesco a vedere dopo il 9° bicchiere di vin brullé), e c'è anche l'immancabile rumore di campanelli clìn clìn clìn in ogni pubblicità che si rispetti. Compresa quella degli assorbenti interni. Io so che è Natale quando comincio a sentire i campanelli nelle pubblicità.Questo di solito avviene a ottobre.

Comunque..stavo pensando a cosa farvi per regalo quest'anno, cari lettori.
Ho pensato a un bel cazzo di niente.
Però lungo così.
Siete contenti?

Le ragazze sicuramente si.

E' che non sono religioso, e di conseguenza sotto Natale la mia linea annuale della bontà non raggiunge un picco, come succede invece a voi, care pecorine smarrite. Voi che in questo periodo siete più buoni e adottate bambini africani a distanza (di sicurezza), regalate i vostri vestiti D&G macchiati di sex on the beach in discoteca alle ONLUS, devolvete l'8 per mille alla Chiesa Cattolica, che poi impiega i suoi sacerdoti per occuparsi in maniera molto approfondita del vostro bambinello adottato a distanza.

Insomma, in questo periodo fate più fioretti che la Euroflora a San Valentino. A me invece vedere un abete con le palle colorate non mi spinge a sfrenate azioni solidali. D'altra parte non mi succede nemmeno vedendo i barboni in stazione con le palle gelate. Sono consapevole che questa mia insensibilità mi avvicina di vari gradini all'inferno, ma risalgo rapidamente in ascensore per non avere ucciso la bambina che mi trapanava le orecchie per otto ore in aereo.

Devo altresì ammettere che fin ora il vischio l'ho sempre solo utilizzato come censurabile modo di approccio per limonare con innocenti signorine incontrate a losche feste natalizie.

Però non è vero che non faccio regali in questo periodo. Questa sera, ad esempio, ho per l'appunto una losca festa con scambi di regali a tema: "il regalo più imbarazzante".
Il regalo più originale verrà premiato anch'esso con un cazzo di niente. Di media lunghezza.

Dopo essermi spremuto le meningi come degli agrumi di Sicilia d'estate, finalmente ho trovato un regalo imbarazzante all'altezza di questo nome, tale per cui colui/colei che lo riceverà, pronuncerà un "Oooohhhh" di stupore pari solo a quello di un bambino africano adottato a distanza che incontra il missionario dell'8 per mille.

Per essere abbastanza imbarazzante,mi sono detto, dev'essere una cosa per cui mi devo vergognare un po' mentre la acquisto. Poi, mentre prendevo la mia scatolina al supermercato, è arrivato un tizio con la ragazza, che dallo scaffale accanto ha prelevato un flacone da un litro di lubrificante per rapporti anali. "Effetto seta".
E io mi sono detto: vabbè.
Se questi stasera vengono alla festa, il cazzo di niente mediamente lungo lo vincono loro. E immagino anche che cosa ci facciano.

Comunque... il mio regalo imbarazzante (per non farmi copiare l'idea pubblicherò questo post solo dopo la festa).. il mio regalo, dicevo, è un molto meno imbarazzante vasetto per la raccolta delle urine.
Utilissimo per quando vai a farti le analisi. O anche per tenerci dentro le caramelline alla menta.

La cosa curiosa è che nella confezione è incluso un paio di guanti di lattice.
"A cosa servono i guanti in lattice?", mi sono chiesto.

Normalmente quando vado a pisciare, non indosso dei guanti da chirurgo del Bambin Gesù.
Nemmeno sotto Natale.
Mettersi i guanti per pisciare sarebbe comunque un bel gesto elegante. Mi immagino la scena agli orinatoi dell'autogrill. Entro, mi posiziono tra due signori al vespasiano..salve!..estraggo i guanti di lattice. Tempo 10 minuti mi hanno già caricato in ambulanza. Una tale igiene maniacale non si vede nemmeno in Svizzera.

Posso però scegliere di indossare i guanti solo per riempire il barattolino campione, per dare solennità alla cosa. Il guanto dà più l'idea di qualcosa di ospedaliero. Avrebbero dovuto aggiungerci anche una mascherina da ospedale ed un cartonato del doctor House che ti osserva con aria torva mentre compi l'operazione.

Se invece pensiamo alla donna, che ha oggettivamente difficoltà a centrare il barattolino, allora i guanti potrebbero servire per evitare di farsi una doccia calda sulle mani. Per quanto, dicono, questo renda più morbida la pelle. E mi chiedo chi è stato il primo ad avere l'idea di provarci.
Comunque, se questa ipotesi è vera, a quel punto dovrebbero allegare anche due guanti Vileda per ripulire il casino combinato in bagno.

Anche se, a dire il vero, conosco ragazze in grado di scrivere il proprio nome sulla neve.
In Times New Roman.

Concentrazione allo sportello












Ero in banca e c'era una fila lunghissima. E mentre ero lì pensavo che assomigliava tanto a una fila bancario-natalizia dei prelievi pro regali. E intanto ero sempre in fila, ma un po' più avanti. E invece, a ben vedere, era una comune fila bancaria ordinaria. Ma non cambiava le cose, perchè ero sempre in una fottuta fila. C'erano anche gli addobbi bancari-natalizi. Buon Natale col logo banca, Tanti Auguri dalla tua banca, spendi i soldi dei regali usando questa banca che così le commissioni le regali alla tua banca, con tanti auguri di Buon Natale. Ed ero ancora in fila, ma più avanti di due signori. C'erano vari pensionati che prelevavano soldi: bisognerebbe avvisarli che nel dopoguerra hanno inventato i bancomat. Le code si ridurrebbero dell'80%. Ero in una coda inutile dietro dei pensionati, che dopo avere prelevato si fanno anche stampare l'estratto conto: non sanno del bancomat, figurarsi di internet. E io ero sempre lì. In coda. E la stampante era ad aghi. crrrr crrrrr cr-crrrr. E io ero in fila.Credevo che le stampanti ad aghi si fossero estinte insieme al borsello per uomo, invece evidentemente no. Finalmente l'ultimo pensionato davanti ha finito, vedo la luce: è il mio turno.

In 2 minuti faccio le mie cose e poi la cassiera, una mia ex compagna di scuola, mi chiede come va. E io: bene e bla bla. E sento un prurito alla schiena. Poi mi chiede come sono andate le vacanze. E io: bene e le racconto che sono stato in bla bla bla a fare bla. E intanto il prurito alla schiena si era intensificato, sentivo pungere. E la cassiera/compagna di scuola mi chiede cosa faccio a Natale. E le racconto che bla bla e blà.

A quel punto ho dovuto andare via perchè, per un effetto simile a quello delle lenti di Archimede, la concentrazione delle occhiate di quelli che erano in coda dopo di me mi avevano trafitto la schiena.

Fuso












Non so se vi sia mai capitato di fare un viaggio cambiando fuso. Con l'ultimo viaggio che ho fatto (durato più di una ventina d'ore), di fusi ne ho attraversati12. Vuol dire partire a un'ora, arrivare a tutt'altra di un altro giorno, e cambiando continuamente ora lungo la strada perchè bisogna tenere conto che nel frattempo ci si si sposta in una direzione mentre la terra ruota in direzione opposta.Ne esci più sballato di un trip con l'LSD.

Che poi, a pensarci bene, fare tutto 'sto casino per andare fino a Cuneo non ne vale nemmeno la pena.

Incentivi a fregare











Oggi scrivo l'ennesimo post stile Report, stavolta su come i concessionari ci prendono per il culo.

Mi sono detto: "Dai, visto che si avvicina la primavera (si, lentamente, ma si avvicina), mi (ri)compro la mitica Vespa"

Così mi sono informato sul sito Piaggio, dove leggo che il prezzo del Vespone figo che mi piace è di:
5.070 sacchi. 







Poi c'è l'incentivo alla rottamazione del mio vecchio catorcio di motorino di ben 500 sacchi, che il sito pubblicizza come sconto diretto sul prezzo di listino, per cui il Vespo mi costerebbe 4.570 sacchi.

Così vado dal concessionario col mio vecchio catorcio da lasciargli e con, legato sul portapacchi, il porcellino da rompere con dentro le monetine contate.

Il Signore del concessionario mi dice che il Vespo che voglio mi costerebbe:
5.350 sacchi (Ehhh???), poi tolgo 500 sacchi di incentivi. E però, mi dice, bisogna aggiungere 50 sacchi da dare al rottamatore. Quindi con gli incentivi mi costerebbe:
4.900 sacchi. Staminchia!


Al porcellino si accappona la pelle.

Poi il Signor Concessionario aggiunge:
Se invece non usi l'incentivo, ti facciamo un po' di sconto noi, e la paghi:
5.050 sacchi
HAHAHAHAHAHAHAHA: praticamente quanto costa di listino!!

In pratica il Sig.Concessionario mi aumenta il prezzo di 300 sacchi per poi farmi lo sconto di 300 sacchi!Un grande classico dei commercianti disonesti.
E se invece rottamo il vecchio chiappo, si intasca quei 300 sacchi di incentivi.

Io per ora mi sono tenuto chiappo e porcello e l'unica cosa per cui ho avuto l'incentivo è stata quella di segnalare la cosa alla Piaggio.

Silenzio e decibel












Questo silenzio stampa è durato troppo. In realtà si trattava di silenzio assenso. O di silenzio dissenso. Comunque mai di silenzio indifferenzio, l'importante è schierarsi, anche stando zitti. Quindi quando non scrivo in realtà è per dire che non la penso come voi. Oppure che la penso esattamente come voi.

Oppure, come in questo caso, perchè ero in vacanza.

E non ho avuto un ritorno felice. Ho dovuto farmi un viaggio in aereo infinito, ovviamente in pezzent class, dove trovare una posizione comoda sui sedili (che si reclinano di ben 0,3 gradi) risulta impossibile. Inoltre bisogna cambiare continuamente posizione, passando da una posizione fachirica ad un'altra. Questo per evitare che braccia e gambe si atrofizzino e che alla fine ti ritrovi bloccato in posizione fetale assomigliando alle mummie rattrappite esposte al museo egizio.

Come se questo non bastasse, nello scomparto c'era anche una bambina, che definire tale è riduttivo. E' più corretto chiamarla sirena della Croce Verde. Questo piccolo mostro da 120 decibel, era posizionato esattamente nel sedile dietro il mio, ed è riuscita a piangere urlando in maniera quasi ininterrotta per una tratta di otto ore di volo.

La cosa peggiore erano i genitori del mostriciattolo, che se sbattevano totalmente. La madre addirittura dormiva coi tappi nelle orecchie. Il padre faceva finta di niente. Intanto nello scomparto la gente era abbastanza irritata ma prevalentemente anglosassone, quindi nessuno diceva niente. Io ero in inferiorità numerica e mi sono trattenuto, ma se ci fossero stati altri italiani, l'avrebbero chiusa nel cesso per il resto del volo.

Stavo valutando come farla fuori, prima lei e poi quei cretini dei genitori. Mi sono venute in mente varie opzioni: soffocarli col cuscinetto gentilmente offerto dalla Emirates; strangolarli con il filo del pad per giocare ai videogiochi; recidere le corde vocali del piccolo mostro col coltellino di plastica che avevo recuperato dalla bustina delle posate del rancio...
Quando stavo per scegliere l'arma del delitto, finalmente l'allegra famigliola ha fatto scalo, seguiti da un sospiro di sollievo che si è levato da parte di tutto lo scomparto.

Ho guadagnato svariati punti verso il paradiso mantenendo la calma, ma ho perso numerosi punti di sanità mentale a causa del continuo martellamento del timpano. Tra l'altro la famigliola è sbarcata in medio oriente: credo che la bambina insopportabile sia utilizzata dal Mossad per fare parlare i prigionieri reticenti.

Ho deciso che la prossima volta in aereo mi attrezzo: porto con me una tromba da stadio. Il primo bambino che urla, lo pettino.

Discolpatore

Ogni riferimento a cose,
persone, animali realmente esistenti
sono non voluti e frutto di fantasia.

Della VOSTRA fantasia.

Infatti anch’io sono frutto della vostra immaginazione e non esisto.

Per cui se vi sentite offesi e/o turbati e/o chiamati in causa e/o indignati da questi testi, dovete prendervela solo con voi stessi.

O al limite con il vostro psicologo, che sta facendo un pessimo lavoro.

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