Il testimone delle feste













Succede che quando si invita gente a casa, questa sopraggiunga dotata di doni come i Re Magi perchè venire a mani vuote sembra un po' una cosa.

Ci sono vari tipi di dono, che raramente comprendo oro, incenso o mirra. L'oro è troppo per una serata tra amici, a meno che l'invitato non sia un Emiro. L'incenso crea invece quell'atmosfera ecclesiastico-bigotta che limita un po' il clima goliardico che dovrebbe esserci ad una festa casalinga. E la mirra non si trova facilmente e soprattutto nessuno avrebbe idea di cosa farne.

La Viennetta, le paste e il tiramisù fatto in casa sono sempre graditi, ma vanno bene solo dopo cena.

Nelle altre occasioni non si sa bene cosa portare, e così molti arrivano con La Bottiglia.

La Bottiglia non sempre viene bevuta perchè di solito si tratta di vinaccio dozzinale comprato alla Coop. Che si differenzia dal Tavernello solo perchè non è nel Tetrapak.
Ma cosa farne della bottiglia intonsa a fine serata?La si mette da parte e la si porta alla prossima festa a cui si è invitati. Insomma, La Bottiglia fa da testimone in questa staffetta festaiola.

E così l'anno scorso ho invitato amici a casa. Che hanno portato La Bottiglia, che poi ho consegnato il mese dopo ad altri amici.

Questo mese ho invitato gente a casa.
Mi è tornata La Bottiglia. Proprio lei! Un po' vissuta, un po' più patita, ma è sempre lei. Pronta a ripartire per un altro giro. 

Però mi è venuto un dubbio: chissà chi l'ha comprata, e quanto tempo fa...

Lucho a Verona e Venezia













Questa volta Lucho, pur non essendosi spostato dall'Italia, è andato all'estero in uno stato in cui si compiono riti celtici, i cui abitanti parlano un dialetto strano pieno di Ü, si vestono di verde e venerano  un'ampolla di acqua presa nel fiume. Infatti Lucho è andato in Padania. 

In particolare ha visitato Verona e Venezia. Ha visto l'Arena dove c'è un DO di petto lanciato da Pavarotti negli anni '70 che continua a risuonare ancora ora, talmente l'acustica è perfetta. 
Lucho è stato alla casa di Giulietta, fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni. O forse mi sto confondendo. 

Poi si è trasferito in quel di Venezia, città allungata con acqua, dove ha scoperto che camminare molto tra le Calli fa venire i calli. In Piazza San Marco ha fraternizzato coi piccioni e coi giapponesi che fotografano i piccioni che si fanno dare il mais dai giapponesi, in un ciclo eterno che a Venezia si perpetua ormai da secoli. Fortunatamente non c'era l'acqua alta altrimenti sarebbe finita male per Lucho, che è alto due mele o poco più, come il Grande Puffo. Ha scoperto anche che la ristrutturazione del ponte dei Sospiri è sponsorizzata da Bvlgari. Infatti ora è chiamato il ponte dei sospiri bulgari. Lucho è stato un po' deluso vedendo che la Ca' D'Oro in realtà non è fatta d'oro. Ma della stessa materia di cui sono fatti i sogni, come quella di Giulietta. Poi è andato a soffiare dei vasi a Murano (nel senso che li ha ciulati) e infine se n'è tornato alla propria casa (fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i sanitari).

Ma ecco il reportage:

Vaticinii cittadini













C'è un tizio che di mestiere attacca i manifesti negli appositi spazi per i manifesti in giro per la città. Poi, trascorso un po' di tempo, ritorna e appiccica altri manifesti su quelli che aveva precedentemente appiccicato. Una mano di colla, un nuovo manifesto e via. 

Così la pubblicità dell'orchestra di liscio copre il candidato alle Regionali che è stato trombato proprio prima della festa patronale a cui ha suonato l'orchestra di liscio. Il candidato però aveva coperto a sua volta il manifesto del raduno dei NO TAV: la cosa non sembra casuale, infatti era un candidato a favore della TAV. Il manifesto dei manifestanti NO TAV aveva invece ricoperto in maniera manifesta il manifesto dei saldi di fine stagione. Che a loro volta ricoprirono quelli della STAGIONE, ovvero le pubblicità dei prodotti a prezzo pieno. E così via foglio dopo foglio. 

I manifesti vengono tolti solo dopo mesi e mesi che sono lì; dopo che hanno formato, strato su strato, una specie di libro di storia con le pagine tutte appiccicate. Praticando un carotaggio si potrebbe risalire ad almeno un anno di storia del paese.

Quello dell'attacchino sembra un mestiere del cavolo, ma in realtà è una specie di storico itinerante. Anzi,qualcosa di più. Gli storici scrivono i libri dopo che l'avvenimento è successo. L'attacchino invece anticipa le notizie stesse come un novello Nostradamus. Una specie di profeta for dummies visto che che le sue predizioni sono manifeste (in tutti i sensi) anziché da interpretare.

A volte mi viene il dubbio che sia l'attacchino stesso a fare succedere gli avvenimenti appiccicandoli.

Fortunatamente l'attacchino di quelli funebri invece li appiccica dopo.  Ma secondo me lo fa solo per non creare il panico.

E' un paese per vecchi













Nel mio paesino, vista la matusalemmiana età media dei cittadini, ci sono diversi ospizi. In primavera-estate gli anziani che sono scampati alla rigidità dell'inverno vengono portati a prendere un po' d'aria all'aperto, che sennò a stare sempre chiusi poi puzzano di vecchio. E così capita che sotto i portici ci si imbatta in un viavai di carrozzelle, tante che dovrebbero dedicarci una corsia apposita, una specie di ciclabile. Una carrozzabile diciamo. Altrimenti passeggiando si rischia di farsi tranciare l'alluce dalla ruota di una sedia a rotelle o peggio ancora di subire un fallo a una gamba tesa da un nonno che sfreccia piedi avanti su una carrozzella spinta da una possente badante rumena. Un incidente abbastanza doloroso perchè arriva a altezza ginocchio e non lascia scampo alle articolazioni. Con in rischio che al giro successivo ci si ritrovi a sfrecciare a nostra volta sotto i portici, spinti dalla notevole forza motrice di possenti badanti rumene e causare a nostra volta incidenti in un'eterna spirale di gambe tese, linciaggi e carrozzelle schizofreniche.

Dopo questo tragitto, le badanti parcheggiano solitamente le sedie a rotelle nella piazzetta centrale all'ombra di una pianta, le allineano tutte e le orientano in direzione della statale. Così i vecchi possono vedere l'entusiasmante spettacolo delle auto di passaggio per la vallata.
Se capitate a percorrere quella strada, ci sono tutti 'sti vecchi allineati che ti guardano, oltretutto con estremo interesse, neanche fossi la statua della Macarena di passaggio in una processione pasquale madrilena.

Ma cosa ci sarà di così interessante da vedere sulla statale che attraversa il paesino?A parte qualche momento di entusiasmo dovuto passaggio di un'ambulanza, dei pompieri o di un corteo funebre  che spezzano la monotonia del viavai delle utilitarie.

Poi ieri l'ho scoperto che cosa guardano. Stavo passeggiando sotto i portici quando ho sentito il rumore di un caccia militare in decollo. Allora mi sono messo su una panchina vicino agli altri anziani a guardare. C'era una Panda che stava facendo manovra per uscire dal parcheggio. Era guidata da un vecchietto col cappello che teneva l'acceleratore a tavoletta mentre lavorava giù di frizione. Il motore era tenuto a un numero così alto di giri che nemmeno Mark Webber con la Redbull in partenza per GP. La Panda soffriva e vibrava tutta: sembrava stesse per esplodere. Ho pensato che se per caso gli fosse scappato il piede dalla frizione, la Panda si sarebbe improvvisamente fiondata in avanti a velocità smodata e avrebbe viaggiato nel tempo come la De Lorean di Ritorno al Futuro. O avrebbe comunque deformato lo spazio-tempo circostante.

E fu in quel momento che compresi. 
'Sti barbogi lo fanno tutti i giorni questo esperimento: si allineano tutti lì con le loro carrozzelle mentre la Panda - De Lorean, guidata da un loro complice, dopo una rollata sulla pista, schizza a velocità ipergalattica lungo la statale cercando di modificare lo spazio tempo e di fare ringiovanire di colpo i vecchiacci...

Un piano diabolico!
(o una mia forte insolazione).

Discolpatore

Ogni riferimento a cose,
persone, animali realmente esistenti
sono non voluti e frutto di fantasia.

Della VOSTRA fantasia.

Infatti anch’io sono frutto della vostra immaginazione e non esisto.

Per cui se vi sentite offesi e/o turbati e/o chiamati in causa e/o indignati da questi testi, dovete prendervela solo con voi stessi.

O al limite con il vostro psicologo, che sta facendo un pessimo lavoro.

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