Censura casalinga












Il giorno di Halloween sono andato al cinema.

Alla biglietteria del multisala c'era anche una signora con una bambina, presumo la figlia.

La scelta dei film era varia, ci sono 10 sale e altrettanti film, tra cui il cartone UP della Disney, il fantasy Nel Paese delle Creature Selvagge , il mieloso Amore 14 di Moccia, il crudo e violento Bastardi Senza Gloria di Tarantino, This is it (con Michael Jackson) e vari altri.

Voi cosa portereste a vedere a una bambina su per giù di otto anni?

Esattamente. Bastardi Senza Gloria. Già dal titolo si deduce che sia un film per bambini.

E così mi ritrovo in sala con la signora e la bambina a vedere questo delizioso film pulp in cui in ogni scena c'era, in alternativa, o una fucilazione o uno scorticamento o un pestaggio con una mazza. Film che, tra parentesi, a me è molto piaciuto.

La cosa divertente era che ogni tanto, dalla fila davanti proveniva una vocina: "Ora posso vedere?". In pratica la madre censurava in modo casalingo le scene più crude del film alla bambina, mettendole una mano davanti agli occhi. Geniale. Anche se tante volte le scene violente erano improvvise, quindi magari la madre non era così veloce a censurare e mezzo squartamento ci scappava.

Ma non potevi leggere la trama prima, brutta testa di cazzo che non sei altro?

Questo più o meno è quello che ho detto commentando la cosa mentre uscivo dalla sala in mezzo all'altra gente. La signora davanti continua a girarsi e a fissarmi di brutto. Ma senza osare dire niente.

Sta' a vedere che a concentrare l'attenzione sulla madre e la figlia, probabilmente mi era sfuggito che con loro ci fosse anche la zia!

2 commenti:

frank ha detto...

e dire che di solito la zia è molto ma molto molto meglio della madre

Il Fulmicotonato ha detto...

Di solito è vero. In questo caso invece la bambina ha scoperto prima chi John Holmes di Bambi

Discolpatore

Ogni riferimento a cose,
persone, animali realmente esistenti
sono non voluti e frutto di fantasia.

Della VOSTRA fantasia.

Infatti anch’io sono frutto della vostra immaginazione e non esisto.

Per cui se vi sentite offesi e/o turbati e/o chiamati in causa e/o indignati da questi testi, dovete prendervela solo con voi stessi.

O al limite con il vostro psicologo, che sta facendo un pessimo lavoro.

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