
A causa di una fastidiosa influenza, non so se aviaria, suina, ovina o rinocerontesca (devo ancora individuare all'interno del regno animale il colpevole del contagio); a causa di questa influenza, dicevo, sono praticamente afono.
Diciamo che una settimana passata a cantare a squarciagola pezzi dei Rancid, urlare ordinazioni in locali con la musica a palla sotto (che sembrava di essere alla Borsa), e lanciare accorati improperi contro la Municipale, non ha giovato alla salute delle mie corde vocali.
E così mi sono ritrovato senza voce.
In realtà non sono proprio muto: riesco a produrre dei deliziosi grugniti. Diciamo che l'espressività ed il colore della voce ne risulta un po' inficiata in quanto tali grugniti risultano atoni.
Al bar mi chiedono:
"Cosa prende?"
"RGHRGHPPCINO"
"Un cappuccino,ok.Quante bustine di zucchero?"
"RGH RGH"
"Due,ok"
Io non so quanti yeti frequentino normalmente al bar, ma la dimestichezza della barista coi grugniti mi ha stupito.
Dal panettiere non ho avuto la stessa fortuna. La ragazza che serviva sembrava abbastanza digiuna di cognizioni linguistiche riguardo lo yetese.
E così per cercare di farmi capire ho utilizzato i sottotitoli: "la gestualità tipicamente italiana mi sarà sicuramente d'aiuto", ho pensato.
Ora, probabilmente col mimo non me la cavo propriamente bene, però mi pare decisamente esagerata la reazione della ragazza che, con sguardo atterrito, ha telefonato ai carabinieri non appena io, a gesti e grugniti, ho cercato di ordinare una baguette.
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