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Chiuso per forza













Passeggiavo sotto i portici combattendo il freddo alpino di questi posti arrotolato dentro vari strati di maglie, giacche, sciarpine, guanti e mutande felpate quando buttando l'occhio in un negozio, scopro con orrore che si trattava di una gelateria. Aperta.

No,dico: una gelateria che vende solo freddissimi gelati, torte gelato e ghiaccioli che se li lecchi con le temperature che ci sono in giro ti rimane incollata la lingua e finisci all'ospedale a farti staccare chirurgicamente. "Mi spiace, non ce l'abbiamo fatta a separare la sua lingua dal ghiacciolo alla menta. Lei dovrà vivere così fino a questa primavera"

Ruggeri aveva scritto una canzone un po' malinconica che era "Il mare d'inverno". Ma c'è una cosa ancora più malinconica. E' la gelateria d'inverno. Su cui qualcuno dovrebbe scrivere una canzone malin-conica.

Qua siamo in un posto freddo per molti mesi dell'anno: come ti può venire in mente di tenere aperta una gelateria d'inverno? Dentro c'era una signora (ovviamente) occupatissima a girarsi vorticosamente i pollici, mentre sperava che qualche passante, preso improvvisamente da autolesionismo, decidesse di suicidarsi con una coppetta al cioccolato congestionante.

Accanto a questo negozio, ce n'era un altro. La casa delle torine. Nella via centrale della città, dove quindi gli affitti sono carissimi. Questi vendono solo tortine di vari gusti e di circa 15 cm di diametro. Già me li vedo quando hanno deciso di fare 'sta cosa: 
"Gianni, ho un'idea fighissima!Perchè non apriamo un negozio solo di tortine?In Francia ce ne sono un casino e vanno alla grande.Sono sempre pieni di gente!"
"Si,dai, figata! Apriamolo".

Ma non hanno valutato né che i francesi sono dei divoratori di tortine di 15 cm di diametro, né che il negozio l'avevano visto sulla battutissima passeggiata di Cannes, né hanno calcolato quante tortine avrebbero dovuto vendere solo per pagare l'affitto.

E così anche i tizi del negozio di tortine accanto alla gelateria stavano facendo a gara di giramento di pollici. Cioè, solo uno dei due tizi. L'altro stava buttando nell'umido le tortine invendute. Un umido gigantesco.

E poi ci stupiamo che l'economia non gira. Presto apriranno una boutique della cioccolata calda d'estate. Oppure un negozio che vende solo bacchette per mangiare (ho visto dei negozi così in Giappone e vendevano un casino!). 

Oppure ancora un kebabbaro vegetariano.
Ecco, questa si che è una cosa innovativa! Facciamo girare sullo spiedo un'enorme multistrato di verdurine e insalate compresse. Figata, adesso ne parlo con un amico di quest'idea qua. Oltretutto credo che si stia liberando un posto in centro, dove ora c'è una gelateria.

Commenti

Anonimo ha detto…
Meno male che non tutti la pensano come te, sennò io dovrei lo troverei il gelato in pieno inverno? Sono freddolosa, abito anch'io nel torinese, eppure a volte mi piglia il desiderio di gelato in dicembre-febbraio. C'è anche il vantaggio che non cola, come in estate.
Vaniglia ha detto…
Se eri in Piemonte, caro mio, ti garantisco che comprano i gelati pure d'inverno (sti balordi)... Sei invitato dalla famiglia Pautasso per cena e di cognome fai Vinassa? Allora gli porti una bella vaschetta di gelato come dessert... Pure a dicembre. Perchè? Mistero... Però io lo so perchè li ho visti con QUESTI occhi...

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