Western in alta Valle Maira











Pubblico questo articolo così come l'ho inviato alla redazione de "Il Drago". Era nato come post..poi non mi sono tenuto e l'ho mandato al giornale e per conoscenza all' Ufficio Turistico della Val Maira.. e ora torna alla sua dimensione di post..

Sabato scorso abbiamo deciso di fare un giro in bici in alta Val Maira, ed abbiamo scelto il percorso seguendo le indicazioni trovate su una guida di mountain bike. Andando su in macchina, facciamo tappa a comprare qualche provvista e nel negozio trovo vari opuscoli e depliant che promuovono il turismo in valle, lodando i paesaggi, i monumenti, la natura, e addirittura la fauna con frasi del tipo "camminando sui sentieri del GTA potrete sentire il canto di innumerevoli uccelli e il fischio delle marmotte". Io, essendo dronerese, ero orgoglioso di sentire decantati i tesori della mia valle e contento che finalmente, dopo anni di trascuratezza, già da qualche tempo si stia cercando di promuovere il territorio.

Ci armiamo di zaini e partiamo per la nostra gita. Arrivati ad un certo punto della salita, lungo la strada indicata dalla guida ci imbattiamo in un cartello: "Divieto d'accesso a auto,moto,pedoni". Siccome il sentiero è segnato sia sulle carte, che per terra con le tacche gialle del Percorso Occitano, ignoriamo il cartello e proseguiamo, scherzando sui danni irreparabili che avremmo potuto provocare passando con una bici su una strada sterrata.

Giunti circa a metà di quella salita, incrociamo un fuoristrada che stava scendendo. La strada era stretta per cui ci accostiamo di lato per farlo passare. Il fuoristrada invece di passare si ferma davanti a noi. Ne scende una signora sulla cinquantina, sigaretta al lato della bocca in stile vecchio western. Chiude lentamente la portiera e si avvicina a noi con sguardo truce e passo alla Gary Cooper. Esordisce con un: "Capite l'italiano?"
"Si" rispondiamo noi, in perfetto italiano
Aspira una boccata di fumo e poi continua: "Sapete leggere?"
"Si"
"E allora perchè non avete letto il cartello sotto?Qua non potete passare, è tutto mio. Tutta questa strada, fino a lassù" E dicendo lassù indicava la vetta della montagna.
Io penso: Toh,abbiamo incontrato la regina della val Maira!E mi scappa un "Eh,già...adesso sarà tutto suo da sotto fino al Soleglio Bue!"
Sua Maestà Tex Willer replica un po' stizzita "Si, è proprio così, è tutto mio fin su"
Rispondiamo che il percorso è segnato sulla guida e che non ci sembra di fare niente di male
“Voglio sapere quale guida!” Noi glielo diciamo, tralasciando il fatto che in vari siti della rete si trova indicata quella gita, per non urtarla con il termine “internet”
La Guardiana termina con un "Comunque,visto che siete saliti fino a qua, vi do il permesso di proseguire. Ma che la cosa non si ripeta: i cartelli non esistono per essere elusi"
Ringraziamo la Padrona della Vallata per la magnanima concessione di poter attraversare il suo regno e ripartiamo, delusi del trattamento ma anche stupiti che una margara conoscesse la parola "elusi".

Allora, alcune considerazioni sul nostro incontro ravvicinato di III tipo:

  • Non sono stato a discutere perchè tanto discutere coi cretini non ha senso, però per chiudere una strada ci vuole un'ordinanza del sindaco, non basta mettere un cartello comprato al Brico. Penso che se io mettessi un divieto d'accesso sulla statale, verrebbe sicuramente eluso da molti
  • I terreni in alta montagna e gli alpeggi sono territori del demanio che li concede in affitto per uso agricolo. Non li vende, non sono privati, non sono di nessuno. Non si può vietarne l'attraversamento alla gente, anche perchè sono considerati beni paesaggistici
  • Prima di promuovere il turismo in valle, bisognerebbe cambiare la testa della gente, che non riesce a capire che magari, al posto prendere a fucilate un turista, se gli vendesse i formaggi ci guadagnerebbe pure qualcosa. Come succede in Val D'Aosta, ad esempio, o in altre vallate in cui la gente si è già evoluta e cammina eretta. Ma far capire il concetto di turismo a un margaro della Valle Maira è come spiegare le equazioni differenziali a una mucca da latte, per stare a tema
Se qualcuno mi può dare delucidazioni sui diritti di passaggio negli alpeggi, mi fa una cortesia. Per chi vuole approfondire, il percorso che abbiamo fatto parte da Ponte Marmora, sale passando da Canosio, il Preit, arriva al colle Soleglio Bue, e poi scende nel bosco dall'altra parte della montagna su un sentiero GTA fino a Prazzo, chiudendo il cerchio. Paesaggisticamente è stupendo. In bici è abbastanza difficile, specie in discesa. Ma invito tutti a andarci: riuscire a arrivare in vetta evitando Cerbero che fa la guardia, è un piacere imperdibile!

4 commenti:

Ale ha detto...

Sono blogger da un giorno e già scateno polemiche,hehe!
Mi è arrivata via mail una risposta da parte dell'Ufficio Informazione Accoglienza Turistica Valle Maira,che riporto di seguito:

Gentile Alessandro,
innanzitutto la ringrazio di averci messo al corrente del suo inconveniente,girerò subito la e-mail in comune a Canosio e in Comunità Montana Valle Maira, sia mai che provino a darmi una risposta convincente anche perchè, in tutta franchezza, avevo già sentito parlare da alcuni amici ciclisti di questa signora che impediva l'accesso al percorso occitano ma sinceramente pensavo fosse un fatto isolato.
Si cerca di fare del nostro meglio per attirare ed interessare le personealla valle ma le assicuro che ogni tanto c'è da vergognarsi di essere valmairesi di fronte a certi comportamenti.
Saluti
(mail firmata)

Blogos ha detto...

Riporto la risposta del Vicesindaco di Canosio e Ass.Turismo Valle Maira Roberto Colombero:

Rispondo alla lettera inviata per mail all’ ufficio turistico e al giornale Il Drago in veste di Vice sindaco del Comune di Canosio e di Assessore al Turismo della Valle Maira.

Sono molto dispiaciuto dell’accaduto per due motivi. In prima istanza per il trattamento che ovviamente le è stato dato. L’educazione e le regole del convivere civile vanno oltre ogni divieto di transito o diritto di passaggio. Secondo motivo, per il fatto che si ricorra ai giornali per denunciare fatti, sicuramente spiacevoli, ma generalizzando, in modo poco informato, sulla qualità dell’accoglienza in valle e, in modo poco educato, quando si scade in un ironico sarcasmo.

Scendendo nello specifico, ecco alcune delucidazioni . Non tutti gli alpeggi sono del demanio (o meglio pubblici) e non tutte le strade sono di competenza comunale: esistono alpeggi di proprietà di privati e, anzi, probabilmente, sulla totalità dell’estensione pascoliva, sono percentualmente superiori a quelli di proprietà pubblica. Nel fatto specifico, l’alpeggio in questione è privato e la strada che da Borgata Solegliobue va al colle è stata fatta con denaro privato su terreni privati. Essendo a tutti gli effetti Proprietà Privata, credo che il proprietario possa disporne come meglio crede, anche vietandone il passaggio. Non è necessaria quindi nessuna ordinanza del Sindaco ed è sufficiente un cartello comprato alla Brico.
Il tracciato segnato con le tacche gialle dei Percorsi Occitani come variante del percorso principale, non percorre tutta la strada, ma segue per la maggior parte un sentiero che parte da Preit in zona ex impianto ski lift e sale su a Solegliobue per salire al Colle facendo solo alcuni tratti della strada concordati coi proprietari del terreno.
Sul fatto che sia indicato in una guida e/o su internet credo non significhi un granchè dal punto di vista autorizzativo se le informazioni non vengono da fonti riconducibili alla pubblica amministrazione del territorio(Comune di Canosio o Comunità Montana Valle Maira).
La Comunità Montana sta ultimando un progetto sul MBK di palinatura e di una carta dei percorsi dedicati a questa pratica sportiva in modo da evitare il più possibile disguidi come questi e per fornire uno strumento utile ai tanti bikers che già apprezzano il nostro territorio.

Mi permetto di concludere dicendo, che pur ribadendo il mio dispiacere, ritengo che per cambiare la testa della gente non serva altro che continuare a promuovere la valle come stiamo cercando di fare. Credo sia totalmente inutile continuare a lamentarsi della mentalità : esistono dei problemi che il tempo fisiologicamente risolverà, ma è sicuramente grazie anche a tante persone della valle (imprenditori turistici e non, compresi i margari) con la giusta mentalità che la valle Maira sta riscuotendo tanto successo in Italia e all’estero (vedere le presenze 2005-2006-2007).

Aggiungo un’ultima cosa: non si stupisca se un margaro conosce la parola “elusi” e non si stupisca se scoprisse che esistono margari che comprendono il concetto di turismo ( esistono, per sua informazione): c’è anche da noi gente evoluta e che cammina eretta senza la stampella dei contributi a valanga delle regioni autonome.

Generalizzare è sempre molto pericoloso: sarebbe come dire che tutti i notai, dentisti o commercialisti sono dei ladri, e non è così; o che sono tutti educati, per bene o evoluti e probabilmente non è così.

Cordiali saluti.

ps. Cerbero faceva la guardia agli inferi: se uno pensa allo splendore paradisiaco della valle Maira, esclude a priori la presenza di così mostruose figure.

Blogos ha detto...

Ecco la mia risposta al Vicesindaco di Canosio:

Rispondo a Roberto Colombero, Vicesindaco di Canosio.
La ringrazio delle delucidazioni, la mia infatti era una lettera aperta in cui chiedevo spiegazioni in merito. Ho provato a documentarmi a riguardo, ma la legiferazione sulla materia è copiosa e complessa, e poi bisogna analizzare il singolo caso specifico. Mi sembra strano comunque che, anche se il terreno è privato, gli escursionisti non abbiano alcuna servitù di passaggio. L’articolo 842 del Codice Civile sancisce il diritto di passaggio a cacciatori e pescatori su un fondo privato. Arriviamo al paradosso per cui per passare in bici dovrei procurarmi una licenza di caccia!Chiedo aiuto a qualche legale..io non sono del settore e parlo da turista ignorante della materia.

Ho scelto di inviare la mia missiva al giornale e non rivolgermi direttamente a Lei in modo che la Sua risposta pubblica potrà essere utile a quanti vorranno in futuro fare lo stesso percorso, o capire come è gestito il territorio montano.
Anche perché so che in passato un episodio analogo era comunque già stato segnalato all’Ufficio Turistico da altri ciclisti a cui era successa la medesima disavventura.

E’ vero, dopo anni in cui la nostra valle è stata trascurata, da un po’di tempo a questa parte si cerca di fare il possibile per promuovere il turismo e valorizzare il territorio con un sacco di iniziative, ma bastano poche persone come la signora per rendere vani tutti gli sforzi, ed è un vero peccato perché la Valle riserva veramente grossi tesori.

Mi scuso del tono della mia precedente missiva che ho scritto “a caldo”, lo so benissimo che è sbagliato generalizzare ma a volte un po’ di polemica è necessaria per venire ascoltati. D’altra parte anch’io abito in Valle e la mentalità un po’ ottusa e combattiva che critico, la faccio anche un po’ mia.
E’ vero inoltre che questo episodio non è rappresentativo dell’accoglienza della Val Maira, ho anzi diversi amici giovani che stanno investendo in esercizi commerciali in alta valle e la cosa sta lentamente dando i suoi frutti, a fronte comunque di sforzi per superare situazioni da “Il vento fa il suo giro”. E se ci hanno fatto un film sulla mentalità della Val Maira, un motivo c’è.

Questo episodio particolare è un (speriamo eccezionale) esempio negativo ma mi auguro, come dice lei, che sia solo una questione fisiologica che col tempo si risolverà. Abitandoci dentro, ho visto che negli ultimi anni alcuni cambiamenti in questo senso ci sono stati.

Ero già a conoscenza del progetto per realizzare la carta dei percorsi MTB, un progetto oltretutto innovativo perché si stanno mappando i sentieri con riferimenti geografici basati sul sistema GPS. Ma a questo punto mi chiedo se questi percorsi di mountain bike tengano conto delle zone di montagna “vietate” e se sia giusto blindare zone montane alle bici che né inquinano né rovinano il territorio o, ancora, se seguendo una cartina in buona fede si corra il rischio di venire accolti come degli invasori in terra straniera.

Cordiali saluti

Blogos ha detto...

EPILOGO DELLA VICENDA:

Oggi è uscito il giornale con la mia controrisposta di cui sopra e (rullo di tamburi) una lettera della diretta interessata!

Non la riporto perchè dovrei ribatterla tutta a mano perchè ne ho solo una copia cartacea. Comunque la signora è stata pacatissima e ha scritto una bellissima lettera...e io che credevo di prendermi una valangata di insulti!Invece niente,che delusione ;)

Comunque la potete trovare in quarta di copertina de "Il Drago" del 30 settembre 2008.

Discolpatore

Ogni riferimento a cose,
persone, animali realmente esistenti
sono non voluti e frutto di fantasia.

Della VOSTRA fantasia.

Infatti anch’io sono frutto della vostra immaginazione e non esisto.

Per cui se vi sentite offesi e/o turbati e/o chiamati in causa e/o indignati da questi testi, dovete prendervela solo con voi stessi.

O al limite con il vostro psicologo, che sta facendo un pessimo lavoro.

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